Pasquale (Pascal) D’Angelo. Nato a Cauze «un
gruzzolo di case di pietra a poca distanza da Introdacqua e non lontano dalle
antiche mura di Sulmona» nel 1894. Figlio di un pastore abruzzese, a sedici
anni fu costretto ad emigrare. Suo padre, dopo poco, esausto di quella vita non
umana, decide di tornare in Italia. Pascal resta: “da qualche parte in questo
grande paese …. avrei trovato la luce”. Nonostante un lavoro massacrante da
operaio sottopagato, considerato meno di niente, oggetto di ingiurie a sfondo
razzista, cosa nota a gli emigranti italiani di allora, resiste consolato dalle
sue poesie. Si avvicina, autodidatta, alla grammatica anglofona solo nel 1919
ma ciò che innato dentro gli apre le porte di alcuni editori. Lasciò il lavoro
di operaio e decise che doveva fare il poeta. Dopo molti mesi di privazioni
riuscì nel suo intendo e le sue poesie furono pubblicate anche su importanti
riviste letterarie: The Bookman, Century, Current Opinion, Literary Digest, The
Nation, The New York Tribune, The Measure, The Liberator, Il Popolo, Bollettino
della sera, The Saturday of Literature e The Springfield Republican.
Nel 1924 pubblicò, per la casa editrice Macmillan di
New York, la sua autobiografia Son of Italy, che continua ad essere considerata la prima opera in inglese di un
emigrato italiano che sbarcò in America senza cultura e senza la conoscenza
dell’inglese.
Morì a New York nel 1932, a soli 38 anni!
Nessun commento:
Posta un commento